Viaggio nei Balcani tra Croazia, Montenegro e Bosnia: itinerario e informazioni

Un viaggio nei Balcani ormai si era insediato nella mia mente da un bel po’ di tempo,  ma per un motivo o per un altro non mi ero ancora decisa ad organizzarlo. Quest’estate 2018 invece è arrivata l’occasione giusta e in meno di un mese ci siamo trovati ad organizzare un viaggio nei Balcani on the road di due settimane, tra Croazia, Montenegro e Bosnia.

Il cuore del viaggio fin dall’inizio era la Bosnia con la sua affascinante e quasi esotica capitale Sarajevo.

Vediamo nello specifico come organizzare un viaggio nei Balcani tra Croazia, Montenegro e Bosnia.

organizzare un viaggio nei Balcani

Organizzare un viaggio nei Balcani: Croazia, Montenegro e Bosnia

Documenti

  • Documenti per viaggiare in Croazia
    La Croazia è membro dell’Unione Europea dal 1° luglio 2013, ma non ancora membro dell’area Schengen. Per questo alle frontiere, che sia in aeroporto o in auto alla dogana, vi verranno controllati i documenti. E’ necessario quindi viaggiare o con carta d’identità valida per l’espatrio (anche rinnovata con timbro sul retro) o con passaporto (con validità residua di 90 giorni).
  • Documenti per viaggiare in Montenegro
    Per entrare nel Montenegro (che ancora non è in Unione Europea) è sufficiente la carta d’identità valida per l’espatrio per soggiorni inferiori ai 30 giorni o, come sempre, il passaporto (per soggiorni fino ad un massimo di 90 giorni).
  • Documenti per viaggiare in Bosnia
    E’ consentito entrare con carta d’identità o passaporto le cui date di scadenza eccedano di almeno 3 mesi il periodo previsto di soggiorno in Bosnia Erzegovina. Per la Bosnia è inoltre raccomandato di non utilizzare carte d’identità rinnovate; nel caso di carte di identità scadute è necessaria la sostituzione con una di nuova emissione. Inoltre, precisa il sito Viaggiare Sicuri, si sono verificati casi di non accettazione di carte d’identità rilasciate o rinnovate dopo il 10 febbraio 2012, la cui validità è prorogata fino al giorno e mese di nascita del titolare. Il visto d’ingresso non è necessario per soggiorni inferiori ai 90 giorni.

Per essere tranquilli al 100%, visto che per Montenegro e Bosnia parliamo di paesi extra UE, se ce l’avete la cosa migliore è viaggiare con il passaporto. I controlli alle dogane saranno sicuramente più sbrigativi.

Moneta

moneta Croazia, Bosnia, Montenegro

  • Croazia
    La moneta croata è la Kuna (hrk) il cui cambio attualmente (settembre 2018) è di 1 EUR = 7,43589 HRK.
    Nei luoghi più turistici a volte vengono accettati gli euro, ma ovviamente il cambio applicato non sarà a nostro vantaggio. Vi consiglio quindi, una volta arrivati, di prelevare la moneta locale ai vari bancomat che trovate facilmente.
  • Montenegro
    Nonostante non sia in Unione Europea, il Montenegro utilizza l’Euro. Facilissimo.
  • Bosnia
    La moneta bosniaca è il Marco Bosniaco o Marco Convertibile (BAM o KM). La particolarità di questa moneta è che il suo cambio è fisso, cioè non è soggetto a fluttuazioni: 1 KM equivale sempre a 0,51129 €. Nelle destinazioni più turistiche (Mostar in particolare) è quasi sempre possibile pagare indistintamente anche in Euro e in Kune croate. Questa soluzione è consigliata gusto se sconfinate per un giorno, altrimenti conviene sempre prelevare moneta locale. Fate attenzione che non vi rimangano marchi bosniaci una volta concluso il viaggio (o che non ve ne rimangano molti) perché in Italia non è possibile cambiarli.

Come arrivare e come muoversi nei Balcani

Per questo viaggio nei Balcani abbiamo scelto proprio di fare un on the road in auto per la libertà e la semplicità con la quale ci si può muovere in questo modo.

Amo viaggiare in autobus e treno, anche per una questione economica, ma visitare questi paesi con i mezzi pubblici richiede mooolta calma e mooolto tempo.

Se siete interessati ai bus, potete controllare i siti di Flixbus (con la quale è possibile arrivare per esempio a Sarajevo, con un cambio) di Florentia e di CentroTrans, ma se prendete in considerazione davvero questa opzione armatevi di molta pazienza. Dal nord Italia sono presenti più collegamenti ma spesso questi servizi sono stagionali o vengono interrotti di tanto in tanto; quindi è bene informarsi per tempo e non farci troppo affidamento. Per le compagnie locali che effettuano spostamenti interni è meglio andare di persona alle stazioni dei bus a chiedere gli orari e comprare i biglietti, perché non è facile trovare informazioni online e se le si trova non è detto che siano attendibili.

Discorso simile per i treni, anzi peggio forse. Le tratte che funzionano bene sono poche (per esempio Slovenia e Croazia) e pensare di muoversi solo così richiede (again) molto più tempo del normale.

In aereo potete arrivare bene in Croazia, dove le maggiori città sono collegate con voli diretti dall’Italia. Noi per esempio abbiamo volato su Spalato da Firenze (e poi da lì noleggiato l’auto). Purtroppo per la Bosnia non esistono voli diretti dall’Italia; ce ne sono però da altre città europee come Lubiana, Belgrado, Vienna, Zagabria, Monaco, Francoforte o Istanbul. Mentre su Podgorica in Montenegro da non molto si vola diretti da Milano e da Roma.

Se trovate dei buoni prezzi e i porti italiani sulla costa adriatica non sono troppo lontano da voi, anche arrivare in traghetto sull’altra sponda non è una cattiva soluzione.

Arrivati fin qui avrete capito che la soluzione migliore per un viaggio nei Balcani è quella dell’auto. Raggiungere la destinazione con la propria auto da casa se non abitate troppo lontano, o noleggiarla una volta arrivati a destinazione con una delle soluzioni descritte qui sopra.

Viaggiare in auto in Croazia, Montenegro e Bosnia

come muoversi viaggio nei Balcani

Carta Verde

La prima cosa che dovete ricordarvi se viaggiate in auto nei Balcani è quella di controllare se gli stati che attraverserete richiedono il possesso della Carta Verde (Bosnia e Montenegro per esempio la richiedono). La carta verde è il certificato internazionale di assicurazione che consente ad un veicolo di entrare e circolare in un Paese estero essendo in regola con l’obbligo dell’assicurazione RCA del paese visitato.

Se viaggiate con la vostra auto richiedete la carta verde alla vostra assicurazione. Se noleggiate l’auto richiedetela alla compagnia che ve la fornirà dietro compenso specifico (nel nostro caso con la Sixt ci hanno chiesto €36, che poi in realtà ci hanno abbonato dopo che abbiamo aumentato la copertura assicurativa).

Cosa succede se non avete la carta verde? Alla frontiera dovrete acquistare un’apposita polizza temporanea che però sarà molto più costosa della carta verde.

Frontiere

Una delle maggiori preoccupazioni nell’affrontare un viaggio in auto nei Balcani o comunque fuori dall’area Schengen è quello dei controlli alle dogane. Quello che ci preoccupava di più erano soprattutto le eventuali code e le lunghe attese. Ovviamente questo aspetto dipende molto anche dal periodo in cui viaggiate, a ferragosto e a novembre probabilmente i tempi di attesa saranno molto diversi.

Arrivando in Croazia con il volo noi abbiamo scansato la frontiera più preoccupante ad agosto, quella appunto tra Italia e Croazia. E devo dire che per le altre siamo stati molto fortunati; non abbiamo mai fatto più di 20 minuti di attesa credo. Noi abbiamo viaggiato nell’ultima settimana di agosto e prima di settembre, ma non prendete la nostra esperienza come norma (ho letto di code di alcune ore a volte).

Non abbiamo incontrato alcun tipo di problema nei controlli che sono quasi sempre stati veloci; vi verranno richiesti i documenti dell’auto e i vostri passaporti (o carte d’identità).

Solo all’uscita della Croazia, per entrare in Bosnia, ci hanno fatto accostare l’auto e controllato i bagagli in maniera molto superficiale lasciandoci andare dopo 5 minuti.

Una cosa curiosa: per visitare Dubrovnik, che si trova all’estremo sud della Croazia, si deve attraversare 10km di Bosnia e poi rientrare. Avevo letto che qui le dogane da passare fossero 4, quando ci siamo stati noi i controlli invece sono stati solo 2.

Condizioni delle strade e controlli

  • Viaggiare in auto in Croazia
    Tenete conto che in questo paese noi ci siamo mossi fra le principali città, o comunque verso le mete più turistiche, e abbiamo viaggiato per gran parte del tempo in autostrada. Anche fuori dalle autostrade le condizioni delle statali sono più che buone e non abbiamo incontrato problemi. L’unico tratto “particolare” è stato quello uscendo dalla Bosnia verso Zagabria prima di incontrare l’autostrada, dove abbiamo percorso strade montuose e poco illuminate. Il manto stradale però non è mai stato un problema.
  • Viaggiare in auto in Montenegro
    Qui non ci sono autostrade e può capitare di viaggiare per chilometri e chilometri su strade di montagne strette e tortuose (per esempio un bel tratto per raggiungere il Monastero di Ostrog); eviterei solo di viaggiarci dopo il tramonto ma per il resto nema problema. Non mancano comunque arterie principali larghe e ben asfaltate per collegare le città principali.
  • Viaggiare in auto in Bosnia
    Qui l’autostrada è presente ma ancora non ha una diffusione abbastanza capillare. Arrivando dal sud, dal Montenegro, l’abbiamo incontrata per la prima volta a non troppi chilometri ormai da Sarajevo. Le condizioni delle altre strade comunque sono buone, ma anche qui si trovano spesso in zone montuose immerse nella natura (scenografiche da percorrere di giorno) dove la sera l’illuminazione diventa scarsa.

Viaggiando in auto in Bosnia è frequente incontrare pattuglie appostate con autovelox, quindi si consiglia di rispettare scrupolosamente i limiti di velocità. Per fortuna i bosniaci che arrivano in senso opposto vi segnaleranno quasi sempre con i fanali la presenza della polizia.

A noi non ha mai fermato nessuno, ma non è infrequente trovare poliziotti corrotti che si inventeranno un qualche problema con i vostri documenti o la vostra auto per spillarvi qualche soldo. Simulate una chiamata all’ambasciata italiana e desisteranno velocemente.

Per i benzinai non ci sono problemi, ce ne sono molti e spesso hanno anche un negozietto per comprare dolciumi e a volte per cambiare soldi (questo vicino ai confini).

Alloggi

Nonostante viaggiassimo in un periodo ancora di alta stagione noi non abbiamo trovato nessun problema nel trovare sistemazioni all’ultimo momento senza aver prenotato in anticipo. Anzi, è la soluzione migliore per poter vedere la camera prima e contrattare sul prezzo. In Montenegro e in Bosnia una camera con bagno privato o un piccolo appartamento si trovano bene a €20 a notte.

In molti luoghi, lungo la strada troverete cartelli o persone che sventolano fogli con scritto sobe; ecco, significa che da loro potete affittare una camera.

dormire viaggio nei Balcani

L’unica volta in cui abbiamo sprecato un po’ più tempo nella ricerca dell’alloggio è stata a Sarajevo; ormai eravamo arrivati nella zona più centrale e abbiamo continuato a cercare vicino al centro e i prezzi che per un’ora ci sono stati proposti erano ben al di sopra della media che avevamo speso fino a quel momento.

Quindi se in altre località non serve spostarsi dal centro per trovare qualcosa di economico, a Sarajevo i prezzi per una sistemazione in centro possono essere alti (€50/60) anche se alla fine abbiamo strappato una camera enorme con bagno privato in centro a €35.

Sicurezza nei Balcani

Spesso appena si nomina questi paesi la gente storce un po’ il naso e si immagina che nei Balcani, che nell’Europa dell’est, anche se veramente a pochi km da noi, ci possa essere chissà cosa, chissà quale mondo sconosciuto pieno di insidie e pericoli vista anche la recente guerra.

In tutta sincerità, in nessuno dei tre paesi ho avvertito alcun tipo di pericolo e mi sono sempre sentita al sicuro. Certo, come in ogni altro posto, e come dico sempre, è bene tenere gli occhi aperti; ma Croazia, Montenegro e Bosnia non devono suscitare particolari timori da questo punto di vista.

Anzi, soprattutto in Montenegro e Bosnia abbiamo notato come le persone siano particolarmente aperte e ben disposte ad aiutare senza nemmeno essere state interpellate; che sia a fare manovra in strette stradine, che sia per darti indicazioni se ti vedono fermo in mezzo alla strada alla ricerca di qualcosa, a prodigarsi più del dovuto nel cercare di farti funzionare nuovamente internet sul telefono, o addirittura nell’offrirti il caffè dopo averti snocciolato tutti i calciatori serbo – bosniaci passati alla Fiorentina.

persone e sicurezza nei Balcani

la famiglia che ci ha affittato una stanza in Montenegro

Ecco, da questo punto di vista, ho avuto la sensazione che nelle città croate ormai sature di turisti da anni si faccia più sentire la stanchezza e la poca voglia interagire rispetto a paesi meno turistici come Montenegro e Bosnia; qui le persone nella maggior parte dei luoghi incontrano ancora pochi turisti, sono più vogliosi di parlare e raccontarsi e sono ben contenti che finalmente anche i loro paesi possano godere dell’apertura e dei benefici che il turismo porta con sé.

Un’altra questione riguarda gli edifici, soprattutto in Bosnia, non entrate all’interno di quelli abbandonati e mezzi distrutti, potrebbero ancora essere presenti mine.

Connessione internet

Se come me siete smanettoni e non potete fare a meno di una connessione ad internet sul vostro smartphone vi rassicuro. In Croazia funziona la nostra stessa tariffa, in Bosnia e in Montenegro è facile ed economico trovare delle SIM locali con vari giga.

Di solito le trovate esposte nei chioschi che fungono anche da edicola, chiedete e fatevele settare dai venditori perché spesso dovete seguire delle istruzioni nella loro lingua sullo schermo dello smartphone.

Lingua

In tutti e tre i paesi si può dire – superficialmente e senza cadere in precisazioni da linguisti – che la lingua parlata sia la stessa (il serbo – croato) con varianti dialettali che non impediscono ai vari popoli di comunicare e comprendersi tra loro. Troverete scritte e cartelli stradali sia in alfabeto latino ma anche cirillico.

Nelle zone più turistiche, nei luoghi pubblici, si parla un livello di inglese sufficiente per capirsi (ordinare il cibo, chiedere dov’è il bagno, quanto costa una camera). Magari la vecchina che affitta la camera no, non parla inglese ma così sarà ancora più divertente,no!? Ovviamente mano a mano che ci si sposta in zone meno frequentate il livello di inglese in generale diminuisce, soprattutto se non si trovano giovani, ma non fatevi scoraggiare da questo. Come già detto, le persone sono molto disponibili e quasi sempre si prodigheranno per farsi capire nel miglior modo possibile.

Quando viaggio mi piace sempre entrare in una cultura anche cercando di capire qualcosa della lingua, così anche in questo viaggio ci siamo divertiti ad imparare qualche parole – e di conseguenza la pronuncia delle lettere “strane” – da poter sfoderare ogni tanto con il locali.

viaggio nei Balcani lingua

Itinerario di viaggio nei Balcani tra Croazia, Montenegro e Bosnia

Il nostro itinerario di viaggio nei Balcani è stato così diviso: 6 giorni in Croazia, 6 giorni in Bosnia e 2 in Montenegro.

1° giorno: Spalato (siamo atterrati alle 7 di mattina)
2° giorno: Dubrovnik (e notte in Montenegro)
3° giorno: Bocche di Cattaro (Perast e Cattaro)
4° giorno: Monastero di Otrog e Cetinje
5° giorno: (uscita dal Montenegro e arrivo in Bosnia) Trebinje e monasteri nei dintorni – Blagaj (casa dei dervisci) – serata a Mostar
6° giorno: Mostar
7° giorno: Sarajevo
8° giorno: Sarajevo
9° giorno: Travnik e Jajce
10° giorno: Banja Luka (uscita dalla Bosnia e arrivo in Croazia in tarda serata)
11° giorno: Zagabria
12° giorno: Laghi di Plitvice (e arrivo a Zara nel pomeriggio)
13° giorno: giornata di mare nei dintorni di Zara
14° giorno: Trogir
15° giorno: partenza dall’aeroporto di Spalato alle 8:00

Spero di aver risposto a tutte le domande per organizzare un viaggio nei Balcani tra Croazia, Montenegro e Bosnia. Se c’è ancora altro che volete sapere non esitate e scrivere nei commenti e se posso aiutarvi lo farò 😉

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