I libri che ho letto nel 2020: 22 consigli per voi

Questo assurdo 2020 è quasi giunto al termine e io arrivo con il post i cui parlo, e vi consigli, i libri che sono riuscita a leggere.

Complice il lockdown, parlando di quantità direi che è andata piuttosto bene: nel 2020 ho letto 22 libri. Come al solito, vedrete che la maggior parte di questi sono libri di reportage, libri che esplorano mondi, culture e la storia. I miei argomenti preferiti; quelli che mi fanno viaggiare dal divano.

Vediamo allora quali sono questi libri letti nel 2020.

libri 2020

1. Israele Palestina. Pace o guerra santa di Mario Vargas Llosa

Ad inizio anno ero in pieno mood “Israele” perché stavo organizzando il mio fantastico viaggio in Terra Santa e per questo le ultime letture del 2019 e le prime del 2020 sono dedicate a questa parte di mondo. Lo scrittore sudamericano, frequentatore di Israele fin dagli anni ’70, in questo libro racconta l’ultima sua visita nel 2009 e di come la sua visione della questione sia cambiata proprio negli ultimi anni. Lo scrittore si trova faccia a faccia con una società più radicalizzata che sembra non cercare più soluzioni di pace. Nel libro troviamo interviste e incontri fra Gerusalemme, Gaza, Betlemme e gli insediamenti dei coloni; interviste a intellettuali, giornalisti e persone comuni sia arabi ed ebrei, moderati ed estremisti.

2. La pulizia etnica della Palestina di Ilan Pappe

L’autore è uno dei massimi studiosi della questione arabo-israeliana e ha scritto diversi libri che sono dei capisaldi dell’argomento. Il libro non è per niente facile da leggere, è un vero e proprio saggio pieno zeppo di date e numeri. Pappe si concentra sulla guerra del 1948 che ha portato alla creazione di Israele e alla cosiddetta “nakba” – catastrofe – cioè la cacciata di circa 250.000 palestinesi dalla loro terra. Pappe ribalta con i fatti il racconto israeliano che vuole raccontare questo episodio come solo una conseguenza della guerra, dimostrando che invece si trattò di un programma sistematico e dettagliato di pulizia etnica. 

3. Finché avrò voce di Malala Joya

Questo libro è il racconto autobiografico di una giovane donna afghana che combatte ogni giorno per dare voce alle donne in una società che molto spesso vuole sottometterle e spaventarle. Un’eroina moderna che fin da piccola si batte per aiutare le donne del villaggio che vogliono anche solo manifestare le proprie idee e il proprio disagio all’interno della vita familiare. E poi la lotta segreta per continuare la propria istruzione e una vita quasi normale sotto il governo estremista dei talebani. Dando voce alle donne e alle famiglie, Malala ci racconta di un paese e di un popolo che da più di 40 anni non conosce che guerre e violenza: dall’invasione dei russi nel ’79, fino alla guerra civile degli anni Novanta che porterà alla presa del potere dei talebani e infine la “guerra al terrore” degli americani. Malala arriverà fino alla Loya Jirga, il gran consiglio afgano, ma da quel momento dovrà vivere sotto scorta per le minacce di morte che ogni giorno riceve.

4. Il paese delle stelle nascoste di Sara Yalda

Sara, nuovo nome dell’iraniana Asfaneh, dopo una vita trascorsa in Francia cercando di integrarsi nella nuova società, torna in Iran alla ricerca del suo passato. Straniera a Parigi, Sara si scopre ormai straniera anche a Teheran dove trova un mondo che non riconosce più. Dalla società moderna e cosmopolita che aveva lasciato, Sara ritrova un mondo stravolto che sottostà a rigidissime regole; almeno apparentemente. E così scopre feste segrete, alcol di contrabbando, abiti discinti sotto lunghe tuniche nere, una vita sessuale aperta ma da condurre di nascosto.

5. Israele, mito e realtà di Michele Giorgio e Chiara Cruciati

Torniamo in Israele. Questo saggio ripercorre – in maniera chiara e semplice – la storia dell’idea di Israele, ricostruendo la genesi del movimento sionista e le sue conseguenze sulla popolazione palestinese: si spazia dalla nascita del sionismo e le sue varie interpretazioni, l’identità Palestinese nell’Impero Ottomano prima e durante l’occupazione israeliana dopo, l’olocausto e le politiche di immigrazione nella Terra Promessa, il potere del movimento sindacalista e i kibbutz, la questione della nazionalità e della cittadinanza. Un libro utile per iniziare o per approfondire la storia di Israele e della Palestina.

6. Becoming di Michelle Obama

Molto semplice capire di cosa parli questo libro: la vita di Michelle Obama. Ho trovato questa autobiografia molto interessante perché con la scusa del racconto della vita di Michelle, viene ripercorsa la storia della società americana dagli anni ’60 ad oggi. Le difficoltà della vita in periferia quando si è neri e si nasce in una famiglia umile. E poi come grazie all’intraprendenza, all’audacia e al coraggio si possa ottenere qualsiasi cosa: una laurea in un’università prestigiosa e il lavoro che si desidera, dopo un lungo percorso che passa prima di tutto dalla conoscenza delle proprie passioni ed inclinazioni. Ed infine l’incontro con Barack, la vita di coppia e di famiglia e il ruolo di first lady.

7. Questa è l’America di Francesco Costa

Un po’ di tempo fa vi ho raccontato di lui fra i miei podcast preferiti e su Instagram condivido spesso i suoi post; Francesco Costa – vicedirettore de Il Post – è un punto di riferimento per chi vuole rimanere aggiornato, in maniera approfondita, su ciò che succede negli Stati Uniti. Il suo libro ci racconta molte sfaccettature della società statunitense che molto spesso non vengono raccontate o sono relegate ad una lettura superficiale. Si parla del piaga dell’abuso di psicofarmaci, dei problemi ambientali, del razzismo sistematico, della crisi del Midwest, dei cambiamenti demografici, del sistema elettorale e molto altro.

8. Afghanistan Picture Show di William T. Vollmann

Un libro molto difficile da decifrare e incasellare in qualche etichetta: non è un romanzo, non è un diario vero e proprio, non è un saggio o un reportage; un po’ tutto e un po’ niente. Un giovane americano – William appunto – durante l’invasione russa dell’Afghanistan negli anni ’80, parte in aiuto dei mujahiddin e ci racconta del senso di impotenza davanti alla vastità dei problemi, la sua ignoranza e l’imbarazzo nel rileggersi anni dopo nella sua visione ingenua e semplicistica che lo portavano a credere di poter cambiare il mondo.

9. È oriente di Paolo Rumiz

Per i miei gusti ho trovato questo libro un po’ lento, ma sicuramente mi ha fatto sognare ad occhi aperti di un viaggio zaino in spalla nell’Europa dell’est via terra. Rumiz ci porta a spasso ad Oriente attraverso 6 diversi itinerari che ha percorso durante la sua vita: da Berlino a Istanbul in treno, i Balcani lungo il Danubio, da Kiev alla Bielorussia, fino all’Italia adriatica. La fascinazione di tutto ciò che è “oriente” e che si perde in una certa Europa occidentale sempre pulita, ordinata, laboriosa all’estremo.

10. Armi, acciaio e malattie di Jared Diamond

Un libro incredibile – grazie al quale l’autore ha vinto il Premio Pulitzer – da rileggere più volte per poter afferrare tutte le nozioni che ci sono e comprenderle al meglio. Un saggio illuminante che ci fa porre delle domande alle quali probabilmente non abbiamo mai pensato. Diamond nel libro cerca di indagare le motivazioni per cui alcuni popoli hanno dominato su altri, perché alcuni popoli sono poveri e altri ricchi. Perché gli spagnoli hanno conquistato il sud America e non viceversa? Perché in Australia non sono stati gli aborigeni a dominare? Per rispondere a queste domande Diamond parte dalla preistoria, sviscerando la storia dell’agricoltura e dell’allevamento, delle risorse naturali, del linguaggio e delle scoperte arrivando a sostenere che le diversità culturali affondano le loro radici in diversità geografiche, ecologiche e territoriali legate al caso. Un viaggio incredibile lungo 13.000 anni per rispondere a questioni attuali.

11. A proposito di niente di Woody Allen

Un personaggio che divide, sicuramente, e io sono dalla parte di chi lo ama. Woody Allen è uno dei miei registi preferiti, adoro il suo cinismo e il suo senso dell’umorismo. In questa autobiografia si ritrovano assolutamente tutte quelle sue caratteristiche che lo rendono unico e riconoscibile. Dalla sua infanzia a Brooklyn, la nascita della passione per il cinema, aneddoti simpatici ed assurdi, gli amori e le controversie legali e familiari che hanno dominato la sua vita per molti anni.

12. Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi

Negli anni successivi alla rivoluzione del ’79 che ha portato Khomeini e la versione più intransigente dell’Islam al poter, una professoressa inventa stratagemmi e club segreti per continuare ad insegnare la letteratura straniera ora censurata dal potere. Del club fanno parte alcune studentesse che ci accompagnano nel loro mondo, nella loro vita quotidiana che spesso soffre il peso del controllo esercitato dalla famiglia e dei suoi membri maschili. Attraverso i libri queste donne indagano sé stesse e una realtà diventata incomprensibile.

13. Damasco di Suad Amiry

Una saga familiare che parte dalla Siria e coinvolge tutto il Medio Oriente attraversando il ‘900. Le vicende della grande famiglia Baroudi si snodano nel palazzo di famiglia nella storica ed affascinante Damasco, per passare poi anche a Gerusalemme, Beirut, Amman e i villaggi palestinesi. Sospesi tra realtà e finzione conosciamo spose bambine e matrimoni combinati, amori segreti, donne caparbie e intraprendenti. Scopriamo così tradizioni e rituali come il bagno e i grandi pranzi del venerdì.

14. Dio salvi il Texas di Lawrence Wright

Un po’ saggio, un po’ reportage, un po’ memoir. Cosa succede in Texas e perché è importante capirlo? Uno stato in cui le minoranze sono già maggioranza, le città sono già liberal oltre che tra le più multiculturali degli Stati Uniti, dove il petrolio domina e condiziona l’economia e la vita quotidiana. Ma è anche uno stato che si batte ad armi pari con la California in settori all’avanguardia come quello tecnologico, caratterizzato da un modello economico che ha prodotto una crescita straordinaria ma anche enormi disuguaglianze. Storie di uomini comuni, interviste, il ruolo della famiglia Bush, i pick up giganti commercializzati solo lì e la più grande fiera del bestiame al mondo.

15. Trans Europa Express di Paolo Rumiz

Un lungo viaggio che taglia l’Europa a metà, che parte da Rovaniemi in Finlandia e arriva giù fino a Odessa in Ucraina. Non ai confini ma proprio nel cuore dell’Europa, alla scoperta di popolazioni quasi scomparse, minoranze etniche, antiche tradizioni, personaggi che sembrano uscite da un film, dogane e controlli che solo apparentemente vogliono mettere fine a contrabbandi e illegalità.

16. Sovietistan di Erika Fatland

L’autrice ci racconta i 5 “stan” che sono nati ad inizio anni ’90 in Asia centrale dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica e che ha avuto modo di esplorare durante due lunghi viaggi. Il libro è bello voluminoso ma è davvero scorrevole e si legge in un baleno. L’autrice affronta un po’ tutti gli aspetti: politica, economia, cultura, lingua, popoli. Non mancano aneddoti divertenti e tante curiosità: le bizzarre decisioni dei dittatori in primis.

17. Atlante delle crisi mondiali di Sergio Romano

L’autore è un importante diplomatico e storico italiano che in virtù della sua lunga esperienza cerca di illustrare quali sono i “fattori che contribuiscono a rendere la società internazionale sempre più litigiosa e insicura”. Gli argomenti che vengono affrontati sono tantissimi, per questo non sono approfonditi come meriterebbero, ma sicuramente funzionano per lo scopo del libro e per rinfrescarci la memoria oppure incuriosirci per approfondire poi. La guerra siriana, la divisione tra sunniti e sciiti e il terrorismo, la questione di Israele e della Palestina, la minaccia nucleare della Corea del Nord e la lezione della Baia dei Porci, i rapporti tra Stati Uniti e Cina, la nuova presidenza americana, il difficile cammino dell’Europa verso l’integrazione, i nuovi populismi e le migrazioni.

18. Generazione Isis di Oliver Roy

Chi sono quei giovani europei che diventano terroristi? Oliver Roy indaga da un punto di vista sociologico le motivazioni che portano a compiere certe scelte. L’autore arriva a teorizzare che non è l’integralismo islamico la prima causa di questo terrorismo, ma un disagio tutto giovanile, un’esigenza folle, violenta e fuori controllo di rottura generazionale. E il pretesto lo trovano nell’immaginario che l’Isis propone.

19. Io sono Malala di Malala Yousafzai

Premio Nobel per la pace, la giovanissima pakistana ci racconta la sua infanzia trascorsa in Pakistan: la sua passione per lo studio e la missione di aiutare ogni bambina a continuare la propria istruzione andando contro ai pregiudizi, alle antiche tradizioni e ai talebani che impediscono alle donne di esercitare questo loro diritto. La lotta contro i talebani si fa sempre più aspra fino a che Malala rimane vittima di un attentato dopo il quale si troverà costretta a lasciare la sua amata Valle dell Swat per trasferirsi in Inghilterra.

20. M. L’uomo della provvidenza di Antonio Scurati

Secondo libro della trilogia il cui primo libro – che è valso il Premio Strega all’autore – è uscito lo scorso anno. Il protagonista della saga è la vita di Mussolini e quella del fascismo, fra narrazione e fonti dell’epoca. Questo secondo libro parte dal 1925 e arriva fino al 1932; un romanzo avvincente, quanto il primo.

21. Padrone del desiderio di Geraldine Brooks

Un libro talmente vecchio – del 1995 – che non ho trovato nemmeno su Amazon. Ho scovato questo libro in casa, comprato e letto all’epoca da mia mamma. Nonostante questo ha totalmente senso leggere questo libro anche oggi; non è invecchiato male, perché comunque racconta pezzi di storia del Medio Oriente e del mondo arabo, ma in particolare della condizione della donna: dalle mogli di Maometto fino ad oggi. La giornalista ha vissuto a lungo in questa parte di mondo e ci racconta di vari momenti storici e di quelle donne che sono diventate sue amiche o che comunque ha avuto modo di conoscere bene. Siamo in Egitto, poi nell’Iran post-rivoluzione, in Arabia Saudita, in Giordania e in Palestina.

22. Bruciata viva di Suad

Un libro autobiografico che racconta la vita di Suad, nata a fine anni ’50 in Cisgiordania. Un racconto terribile e tremendamente crudo della sua infanzia e adolescenza che la protagonista è riuscita a ricostruire con il tempo, durante la sua seconda vita in Europa. Più volte durante la lettura mi sono trovata a meravigliarmi del fatto che stessi leggendo una storia vera e non una di finzione: immaginate di vivere le vostre giornate di bambina e ragazzina letteralmente da schiava, con la paura quotidiana che vostro padre o vostro fratello vi potrebbero uccidere da un momento all’altro con qualsiasi scusa. Il titolo fa presagire l’epilogo della prima vita di Suad in Medio Oriente e la lenta e dolorosa rinascita da qualche parte in Europa.

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