Cosa vedere a Istanbul in 4 giorni: itinerario e consigli

Il mio itinerario a Istanbul di 4 giorni: una guida pratica per visitare la città.

Istanbul è una metropoli da 15 milioni di abitanti, una città millenaria che nei secoli ha rivestito un ruolo centrale nel Mediterraneo – e non solo – con una storia strettamente legata anche alla nostra. Divisa in due dallo stretto del Bosforo, per metà in Europa e per metà in Asia. Nata come Bisanzio, diventata poi Costantinopoli e solo nel 1930 la città turca ha assunto il suo nome attuale.

In lei convivono ancora più anime: l’eredità bizantina, cristiana, ebraica e naturalmente la cultura e la religione musulmana che recentemente si sono fatte di nuovo più vive, dopo anni in cui le fondamenta laiche erano state predominanti e alla base della nascita della Repubblica nel 1923.

Come ci si può annoiare in questa città? Quattro giorni a Istanbul sono sufficienti per vedere i maggiori luoghi di interesse, ma sicuramente se vi tratteneste ancora di più non vi mancherebbero certo le cose da vedere.

Ecco i miei consigli e il mio itinerario di 4 giorni a Istanbul per scoprire il meglio che la città ha da offrire.

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Istanbul: cosa vedere in 4 giorni

Questo itinerario – per dovere di cronaca – è leggermente modificato per raggruppare al meglio le cose da vedere: io ho fatto qualche andirivieni inutile e ho effettivamente avuto a disposizione 4 giorni e mezzo.

Istanbul giorno 1

La mia prima vera giornata a Istanbul è iniziata con il tour più classico delle cose da vedere a Istanbul nella zona di Sultanhamet, il fulcro della città dove si trovano i luoghi più iconici.

Palazzo Topkapi

Innanzitutto vi consiglio di arrivare all’orario d’apertura, cioè le 9, per non fare fila (che può essere lunghissima nelle ore di punta) e per godervi il Palazzo al meglio senza confusione – già dopo le 10:30 la situazione diventa veramente caotica.

Iniziamo con il dire che il termine “palazzo” è improprio: Topkapi, in continuità con le origini nomadi degli ottomani, è in realtà un insieme di padiglioni che ricordano accampamenti di tende, gli insediamenti delle steppe in cui le tribù ottomane erano soliti vivere. Finito nel 1478, Topkapi è stato per secoli la residenza dei sultani ottomani. All’interno del palazzo sono tantissimi gli spazi che si possono visitare: biblioteche, corti, cucine, la Sala del Divan (il consiglio dei ministri), l’harem (che contava 300 stanze), il Tesoro (che custodisce gli oggetti più preziosi dei sultani – al momento della mia visita era in ristrutturazione), giardini e fontane.

Fuori dall’ingresso principale, ma sempre all’interno del complesso si trova anche Hagia Irene: una delle prime chiese cristiane costruita dai Bizantini.

Info pratiche:
Apertura: chiuso il martedì; orario di apertura 9:00 -17:00 in inverno, fino alle 19:00 in estate.
Biglietto: 420 tl con harem e Hagia Irene.
Visita: considerate almeno un paio d’ore.
Audioguida consigliata.

da vedere a istanbul: topkapi
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Santa Sofia

Inaugurata nel 537 come Basilica dall’imperatore Giustiniano, trasformata in moschea nel 1453, convertita in museo nel 1935 da Atatürk e poi di nuovo tornata moschea nel 2020, Santa Sofia è un sito imprescindibile tra cosa vedere a Istanbul. Sarà che le moschee esercitano su di me un grande fascino, ma l’imponenza, i colori scuri che dominano, i grandi lampadari e il numero di fedeli in preghiera presenti al suo interno, hanno reso per me la visita a questa moschea particolarmente suggestiva; nonostante anche il grande numero di turisti che certo non passano inosservati.

Essendo una moschea l’ingresso è gratuito e anche qui le file possono essere lunghe. Essendo aperta fino al tramonto, una buona idea è quella di visitarla proprio sull’ora di cena oppure la mattina molto presto.

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Basilica Cisterna

La Basilica Cisterna, dopo un lungo restauro, è stata riaperta proprio nei giorni della mia permanenza a Istanbul. Oggi la visita avviene in un percorso che possiamo definire quasi come “artistico”: al suo interno si trovano delle installazioni e dei giochi di luce che rendono la visita unica e particolarmente suggestiva. La cisterna è davvero enorme: lunga 143 metri e larga 70 – costruita durante il periodo più prospero dell’Impero romano – la cisterna era alimentata dall’acquedotto di Valente, uno tra i più lunghi della romanità, che portava acqua fin dalla foresta di Belgrado.

Ingresso: 190tl.

Moschea Blu

Costruita ad inizio ‘600 dal sultano Ahmet, la Moschea Blu suscitò scalpore per il numero dei suoi minareti: 6! Solo la Moschea de La Mecca ne aveva altrettanti. Il nome deriva dal colore delle maioliche blu del soffitto. Purtroppo da anni la moschea è soggetta ad un gran lavoro di restauro che ne preclude quasi totalmente la visita all’interno; se non cambia niente, vi sconsiglio di visitarla dentro. Non vale la fila, né quella per entrare, né tanto meno quella lentissima per uscire.

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Piccola Santa Sofia

Questa piccola moschea è un’esperienza più che un posto da visitare a Istanbul. Oltre al luogo di culto merita fare una pausa nel chiostro antistante: qui si trova un piccolo bar, un giardino, un cortile circondato da piccole stanze che fanno parte di un vivace centro culturale. La storia di questo posto e le persone che qui esercitano la loro professione – artisti, fotografi, librai – mi sono stati presentati dal Capitano; ex navigatore ed ex imprenditore nel settore turistico che oggi si occupa del centro della Piccola Santa Sofia e che fieramente vi illustrerà la storia del luogo e dei suoi personaggi.

Grand Bazar

Fra cosa vedere a Istanbul il Grand Bazar è sicuramente uno dei luoghi più conosciuti e frequentati dai turisti. Il Grand Bazar è uno dei mercati coperti più grandi al mondo, con oltre 400 negozi! La sua costruzione iniziò nel 1455 e venne ampliato ulteriormente durante il regno di Solimano il Magnifico.

Non avevo nessuna aspettativa su questo posto e direi “per fortuna” perché a me non ha lasciato molto. Interessante e notevole sicuramente l’architettura e alcuni dettagli come le rifiniture delle volte, ma quello che purtroppo io mi ricordo di questo posto è solo il caos. Se si ha la pazienza giusta sono comunque sicura che si riescono a scovare anche angoli più autentici, tranquilli han – ex caravanserragli, oggi spesso cortili con bar – e a fare ottimi affari!

Giorno di chiusura: domenica.

istanbul in 4 giorni: grand bazar

Moschea di Solimano

Fra le migliaia di moschee presenti a Istanbul quella di Solimano rientra tra quelle che meritano una visita. Innanzitutto il panorama che si gode dal suo giardino rappresenta un punto in più a suo favore, così come l’atmosfera da giorno festivo che si respira al suo esterno: numerose famiglie e anziani cercano qui un po’ di fresco e tanti bambini giocano e si rincorrono sul prato. Un fascino particolare lo esercita anche il silenzioso e piccolo cimitero che si trova sul retro; adiacente si trova anche il mausoleo di Solimano il Magnifico.

Gli eleganti interni sono piuttosto semplici, ma l’ampiezza e le sue decorazioni rendono la Moschea di Solimano particolarmente bella e armoniosa.

da vedere a istanbul: moschea di solimano

Istanbul giorno 2

Dopo aver visitato i grandi classici della zona di Sultanhamet, vale la pena vedere a Istanbul i quartieri di Fatih, Fener e Balat. Questi tre quartieri molto diversi tra loro testimoniano la storia della città, dell’impero e del suo spirito cosmopolita. La ricchezza delle culture che si sono mescolate in città si riflettono nella varietà di architetture, monumenti, locali, arte e perché no, anche persone.

Per il giro dei quartieri di Fetih, Fener e Balat mi sono affidata ad un tour di Scoprire Istanbul e questo principalmente perché ero sicura che da sola mi sarei persa – non solo tanta storia e tante curiosità – ma anche tanti luoghi di interesse; i quartieri possono risultare un po’ dispersivi da visitare se non li si conosce bene e avrei rischiato di perdere troppo tempo.

Ma quali sono le origini di questi quartieri? Perché sono così diversi?

  • Fatih è il quartiere più conservatore e osservante della città
  • Fener è il quartiere greco
  • Balat è il quartiere ebraico
quartieri da visitare istanbul

In questi quartieri è bello anche solo semplicemente camminare e perdersi osservando le persone e le varietà di architetture presenti. Ma vediamo quali sono i principali luoghi da vedere a Fatih, Fener e Balat; non entro nei dettagli di ciascun luogo perché la loro storia è così complessa e intricata che qui lo farei in maniera troppo superficiale e mi sembrerebbe quasi inutile. Per questo consiglio vivamente un tour guidato o una buona guida cartacea che vi spieghi quanto molti di questi luoghi siano importanti, simbolici e unici.

Cosa vedere a Fatih

Fatih è considerato il quartiere dei musulmani più osservanti ed è infatti abitato per lo più da persone arabe e provenienti dall’est anatolico, dove l’attenzione alla religione è più radicata rispetto alla città e ad altre zone della Turchia. Inoltre Fatih è anche considerato il luogo ideale dove fare un intenso tour gastronomico alla scoperta dei piatti più autentici e tradizionali della cucina turca.

Luoghi da vedere a Fatih:

  • Moschea di Fatih
  • Mercato dei maltesi (Malta Çarşi)
  • Moschea di Zeyrek
  • Fethiye Camii (Chiesa di Theotokos Pammakaristos).
da vedere a fatih: moschea

Cosa vedere a Fener

Nonostante sia storicamente il quartiere greco, per queste strade hanno vissuto – spesso contemporaneamente – persone di tante estrazioni diverse. Le strade sono acciottolate e spesso in salita e i turisti quasi zero.

Luoghi da vedere a Fener:

  • Liceo greco ortodosso
  • Chiesa di Santa Maria dei Mongoli (o Chiesa rossa)
  • Patriarcato ecumenico di Costantinopoli (l’equivalente di San Pietro per i cattolici)
  • Chiesa Bulgara di Santo Stefano (costruita completamente in ferro)

Cosa vedere a Balat

Sia in periodo bizantino che ottomano gli ebrei hanno vissuto principalmente qui. Hanno però iniziato a lasciare la zona da fine ‘800 a causa di un forte terremoto e di nuovo con una seconda ondata di emigrazione dopo il 1960. Da questo momento la zona si è trasformata e da ricca quale era è diventata casa per numerose persone provenienti dalle classi sociali più basse; solo recentemente il quartiere è stato oggetto di una vasta opera di riqualificazione.

Luoghi da vedere a Balat:

  • Café Naftalin K.
  • Kiremit Caddesi Evleri (stradina con tipiche case colorate ristrutturate)
  • Balat Antik Cafe e İncir ağaci kahvesi (bar colorati e instagrammabili)
  • Chiesa di San Salvatore in Chora
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balat naftalin k
balat antik cafe

Istanbul giorno 3

Fra le cose da vedere a Istanbul vale la pena dedicare un giorno alla scoperta dei quartieri asiatici della città: Kuzguncuk, Üsküdar e Kadiköy. La città di Istanbul si trova a cavallo letteralmente tra due continenti: Europa e Asia; questi quartieri si trovano appunto sulla sponda asiatica e non sono molto frequentati dai turisti.

Come raggiungere i quartieri asiatici di Istanbul? Personalmente ho preso un battello da Karaköy (ma potete prenderlo da Eminönü – dall’altro lato del ponte Galata) e in venti minuti circa ho raggiunto Üsküdar. Se non fate questo giro di lunedì (giorno di chiusura del palazzo) una volta sbarcati potete prendere un taxi e farvi portare al Palazzo di Beylerbei e visitarlo. Successivamente per raggiungere Kuzguncuk, poi Üsküdar ed infine Kadiköy potete muovervi con i bus che passano lungo la strada principale che costeggia il Bosforo.

Cosa vedere nei quartieri asiatici di Istanbul? Personalmente avendoli visitati da sola senza un tour, ho semplicemente girato senza una meta particolare lasciandomi trasportare dall’istinto e dal momento.

Il primo quartiere che ho visitato è stato Kuzguncuk, un quartiere dove possiamo vedere una a fianco all’altra moschee, sinagoghe e chiese ortodosse. A Kuzguncuk potete trovare delle belle case ottomane ristrutturate, ma anche tanto verde – per esempio al parco Fethi Paşa – un’atmosfera da paesino di mare e scorci sul Bosforo.

quartieri asiatici istanbul kuzguncuk

Successivamente mi sono diretta a Üsküdar: uno dei più antichi quartieri della Istanbul ottomana (fondato nel VII sec. a.C.). Qui si trovano più di 180 Moschee; non vi sarà difficile scorgerle, basta seguire con lo sguardo gli alti minareti. Personalmente ho visitato la Yeni Valide, proprio di fronte al mare. Oltre a fare un giro nel centro e nel bazar del quartiere, fate una passeggiata sul lungomare fino a raggiungere la famosa Kiz Kulesi – una torre su di un’isoletta all’interno del Bosforo (quando ci sono stata io l’ho trovata però in ristrutturazione!).

A questo punto potete dirigervi verso l’ultimo quartiere asiatico: Kadıköy. Non credevo, ma questo è stato il quartiere che più mi ha colpito di quelli visitati sul lato asiatico di Istanbul; ho trovato Kadıköy molto viva, giovane, colorata, piena di street art, di negozi particolari, di tanti angoli che valgono una sosta. Non solo, in questo quartiere è presente un bel mercato gastronomico dove assaggiare specialità. Una guida del posto mi ha suggerito di mangiare presso il ristorante Ciya Sofrasi: ampia scelta, prezzi contenuti, ottima qualità!

quartieri asiatici istanbul kadikoy
mercato kadikoy istanbul

A questo punto da Kadıköy ho preso di nuovo il traghetto fino a Eminönü. Una volta raggiunto il porto mi sono imbarcata per una delle cose da fare a Istanbul: la crociera sul Bosforo. Esistono varie gite sul Bosforo, sul Corno d’Oro e verso isole e paesi circostanti, ma la soluzione più gettonata è la classica crociera di un’ora e trenta: 75 lire con la compagnia Turyol. Un’esperienza bellissima che ho scelto di fare verso l’ora del tramonto – le crociere partono ogni ora.

da fare a istanbul crociera sul bosforo

Una volta tornati ad Eminönü potete concludere la giornata con un giro presso il Bazar Egiziano – cioè il bazar delle spezie. Rispetto al Gran Bazar l’ho trovato più autentico e meno caotico, a me è piaciuto molto! Se avete voglia di una pausa più tranquilla, nelle vicinanze si trova il Beta Yeni Han: un caravanserraglio ristrutturato che oggi ospita tavoli e negozi dove comprare dolci e un’infinita varietà di tè.

da vedere a istanbul in 4 giorni grand bazar

Istanbul giorno 4

Per un quarto giorno a Istanbul vi consiglio un’altra delle esperienze da non perdere in città: l’hammam. Un tempo un vero e proprio rito per i cittadini, un momento anche di ritrovo e di comunità, oggi un’esperienza di relax in contesti anche molto lussuosi. Personalmente, fra i tanti presenti in città, consigliato da una persona che ha vissuto molti anni a Istanbul, ho scelto Çukurcuma. All’interno potete usufruire di più trattamenti: quello base vi impegnerà un po’ più di un’ora per €45. Il vostro appuntamento è preferibile prenotarlo almeno un giorno prima: basta scrivere su whatsapp alla struttura.

Una volta che siete nella zona di Çukurcuma fate un giro nei dintorni: qui si trovano tanti negozi di antiquariato dove trovare delle vere chicche e proprietari cordiali che – nonostante la difficoltà nel comunicare in inglese – saranno lieti di accogliervi. Da queste parti non ho visto turisti!

cukurcuma istanbul

Se avete tempo, non troppo lontano, si trova un altro palazzo molto famoso della città: Dolmabahçe. Costruito a metà dell’800 per un periodo fu residenza dei sultani ed oggi è un museo. Il palazzo si affaccia sul Bosforo e ci sono delle bellissime porte che sembrano proprio condurre diretti sullo stretto.

Tornando indietro nel quartiere di Beyoğlu vale la pena passare da Piazza Taksim, cuore pulsante della parte moderna di Istanbul: nella piazza troviamo il monumento alla Repubblica – scolpito dall’italiano Pietro Canonica – che ne commemora la nascita nel 1923. La piazza è diventata tristemente popolare nel mondo nel 2013 perché è qui che si sono scatenate grosse proteste – inizialmente contro la distruzione del vicino Gezi Park – sfociate in aperto dissenso contro Erdoğan.

Piazza Taksim rappresenta il termine di İstiklal Caddesi: una lunga strada pedonale, molto caotica, piena di negozi e locali. Nonostante il caos e nonostante sia difficile scorgerne l’antico fascino, lunga la via e lungo le strade nei dintorni si aprono passaggi antichi come il Çiçek Pasajı o l’Avrupa Pasajı oppure mercati come quello del pesce.

Percorrendo İstiklal Caddesi in direzione opposta a Taksim – verso la fine trovate un altro luogo iconico di Istanbul: il Pera Palace. Questo hotel era il luogo di riposo per i viaggiatori che arrivavano in città con l’Orient Express: qui soggiornava Agatha Christie e soprattutto Atatürk, il padre della patria. La stanza di Atatürk – la numero 101 – può essere visitata ogni giorno fra le 10.00 e le 11.00 e fra le 15.00 e le 16.00. L’hotel è famoso anche per la sua meravigliosa sala da tè che ospita ogni giorno (dalle 15 alle 18) un tè pomeridiano che potete prenotare qualche giorno prima (non mi ricordo esattamente, ma il prezzo non è assolutamente proibitivo).

Non lontano dal Pera Palace trovate un altro hotel – il Marmara – sul cui rooftop si trova il Mikla Restaurant: uno spot carino per godersi un bel tramonto dall’alto, dal quale ammirare la zona di Sultanhamet. Qui potete salire gratuitamente ogni giorno – ma la domenica, se volete anche farvi un drink il bar è chiuso.

rooftop istanbul
Torre di Galata dal rooftop di Mikla Restaurant

Ultimissima tappa delle cose da vedere a Istanbul in questa giornata: la torre di Galata. Bella da vedere di sera tutta illuminata, affascinante e imponente anche di giorno, la torre di Galata venne costruita nel 1348 dai genovesi – che risiedevano nel quartiere – ed oggi ospita all’ultimo piano un ristorante e una bella terrazza da sfruttare come punto panoramico.

Dove mangiare a Istanbul

Giusto un paio di consigli su dove mangiare a Istanbul – ristoranti consigliati da persone del posto o che hanno vissuto in città a lungo:

  • Ciya Sofrasi (di cui già vi ho detto sopra) nel quartiere di Kadiköy.
  • Varuna Gezgin Cafè: per mangiare circondati da libri nel quartiere di Beyoğlu. Qui servono principalmente piatti da fast food, ma è la storia del luogo ad essere molto particolare: una catena presente in tutta la Turchia fondata da un professore di matematica e backpacker.
  • Aret’in Yeri Nevizade: ristorante sempre nel quartiere di Beyoğlu frequentato prevalentemente da persone del luogo; cibo ottimo e prezzi anche.
  • Matbah Restaurant: la cena più cara di tutto il viaggio (€23) ma ne è assolutamente valsa la pena. Con una vista meravigliosa, un’ambiente elegante e un personale più che gentile, questo ristorante offre cucina ottomana – cosa che in città fanno in pochi. Il menù è frutto di studio e ricerche su libri e documenti dell’epoca dell’impero. La sfoglia ripiena di formaggi che ho mangiato come antipasto è stato uno dei più piatti più buoni mai assaggiati!
dove mangiare a istanbul matbah restauran

Dove dormire a Istanbul

Viaggiando da sola, spesso dormo in ostello: i prezzi sono contenuti, è disponibile la cucina, posso approfittarne per fare due chiacchiere con qualcuno in inglese e spesso vengono offerti tour e attività. A Istanbul ho dormito nel quartiere di Beyoğlu presso l’Hostel Le Banc e mi sento di consigliarvelo: camere moderne e ben organizzate, colazione buona (anche se non a buffet), reception aperta 24h e struttura piccola e tranquilla.

Come muoversi a Istanbul

Ve ne avevo già parlato nel post su come organizzare un viaggio in Turchia, ma vale la pena riportare il paragrafo anche qui.

Spostarsi a Istanbul è molto semplice, in città esistono infatti davvero tante alternative: tram, metro, bus, battelli, funicolare. Alle fermate dei mezzi o all’interno della metro, al costo di 50 lire, potete fare la Istanbul Kart che vale per tutti questi mezzi e ricaricarla per le corse (una card è sufficiente per essere utilizzata da 2 persone). Se però in città volete sfruttare anche la comodità dei taxi, vi consiglio di scaricarvi l’app BiTaksi: funziona come Uber, è semplice e conveniente.

come muoversi a istanbul

Visitare Istanbul: consigli vari

Museum Pass

Cercando online vi sarete imbattuti nella vendita di qualche pass per la visita della maggiori attrazioni: questo è il sito ufficiale per poterli acquistare. Questi pass esistono non solo per Istanbul, ma anche per la Cappadocia e per tutta la Turchia. Prima di acquistarne uno fatevi bene due conti: ad esempio, l’Istanbul pass costa 700 tl e gli ingressi inclusi sono:

– Palazzo Topkapi e Harem
– Santa Irene
– Torre di Galata
– Museo archeologico
– Museo dei mosaici
– Museo delle arti turche e islamiche
– Museo di Rumeli Hisar
– Museo di Adam Mickiewicz
– Galata Mevlevihane

Abbigliamento

L’unica accortezza che dovete avere è quella di coprirvi per entrare nei luoghi di culto. Nelle moschee è obbligatorio il velo in testa per le donne e avere coperte almeno le ginocchia e le spalle; nel caso delle moschee si trovano sempre dei veli o delle tuniche all’ingresso. Io vi consiglio però di portarvi qualcosa di vostro per ogni evenienza, ad esempio un paio di sciarpine – una per la testa e una da mettere in vita se avete pantaloncini o gonne troppo corte. Questo perché ad esempio al Patriarcato nel quartiere di Fener vi chiedono di coprirvi ma non hanno niente da prestarvi sul momento.

Sicurezza

Questa è una questione che sta molto a cuore alle donne. Io voglio rassicurarvi: non mi sono mai sentita in pericolo, né ho mai visto situazioni strane, nemmeno di sera.

Pronti adesso per partire per il vostro viaggio a Istanbul?

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