Castello di Sammezzano: l’oriente in Toscana

Il Castello di Sammezzano è un capolavoro nella provincia di Firenze, ma ben lontano dalla solita arte rinascimentale che contraddistingue questa città; il castello di Sammezzano è un omaggio unico all’orientalismo, che fonde in sé richiami dall’India, dall’Iran e dall’Andalusia.

castello di sammezzano

Di questo castello colpiscono i colori, i disegni, le geometrie, i giochi di luce, la stravaganza, la complessità, ma se come suggerisce il suo creatore Federico Panciatichi Ximenes D’Aragona, in una delle tante scritte che incorniciano il suo castello (“O voi c’avete gl’intelletti sani, mirate la dottrina che s’asconde sotto ‘i velame de li segni strani”) guardiamo aldilà della semplice apparenza c’è molto di più: c’è un mondo.

Il mondo di questo bizzarro personaggio relegato a macchietta, a “pazzo”, dagli intellettuali suoi contemporanei (1813-1897). C’è tutta la sua aspirazione a creare qualcosa di unico e straordinario, come ci ricorda sempre lui in una delle scritte che sovrastano le porte della sala d’ingresso: non plus ultra, non riuscirete a trovare niente di meglio, di più perfetto. E proprio per questo, per la consapevolezza di aver creato qualcosa fuori dall’ordinario, Federico faceva visitare il castello soltanto ai pochi eletti che secondo lui erano abbastanza colti e intelligenti da poterne apprezzare la bellezza.

non plus ultra

soffitto sala d'ingresso

Sala d’ingresso

Federico era ben consapevole di non destare le simpatie dei suoi concittadini per avere portato l’oriente a Firenze, con tutto quello che invece il resto del monto invidiava al capoluogo fiorentino; “Sammezzano è solo gesso”, dicevano i suoi detrattori. E allora lui nella Sala delle Stelle fa scolpire le parole “Nos Contra Todos” e “Todos Contra Nos”.

todos contra nos

Federico Panciatichi Ximenes D’Aragona era uomo di grande cultura, anche se senza laurea; era esperto di scienze, filantropo, mecenate, architetto, un uomo di grande intuito, quasi profetico. Federico con le sue scritte ci parla di un momento storico e di un’Italia che ci sembra di conoscere più che bene e che ci rende così vicini a questo personaggio che invece aveva appena vissuto l’unità d’Italia. Nella Sala d’ingresso infatti scrive: “Sempre, l’uom non volgare e non infame o scavalcato o inutile si spense”, e cioè che l’uomo non volgare e non infame finisce nell’oblio, e viene scavalcato da coloro che invece volgari e infami lo sono.

sala dei gigli (dettagli 2)

Scorcio sulla sala dei gigli e scritta lungo la porta

Oppure troviamo la scritta: “Pudet dicere sed verum est publicani scorta – latrones et proxenetae italiam capiunt vorantque nec de hoc doleo sed quia mala – omnia nos meruisse censeo anno domini MDCCCLXX.“, che tradotto significa: “Mi vergogno a dirlo ma è vero, esattori, prostitute, ladri e sensali tengono in pugno l’Italia e la divorano. Ma non di questo mi dolgo ma del fatto che ci siamo meritati i nostri mali (1870)”. E direi che non c’è bisogno di altri commenti su queste riflessioni di 140 anni fa.

corridoio delle Stalattiti

Corridoio delle Stalattiti

corridoio bianco castello di sammezzano

Corridoio bianco

La mente dell’attuale aspetto del Castello di Sammezzano era inoltre un fiero anticlericale; fu deputato del Regno e si dimise dopo pochi mesi per protesta contro la legge sull’asse ecclesiastico che non rispettava ciò che lui aveva promesso ai suoi elettori. Desterà quindi meraviglia entrare come ultima tappa in una Cappella; ma guardando attentamente dietro l’altare si legge un “Dio è grande“, che in realtà è la traduzione della famosa espressione “Allah Akbar“. Federico ci voleva comunicare come secondo lui tutte le religioni potessero convivere.

Cappella

Cappella

Aldilà delle suggestioni forti che comunque la storia del luogo e della vita del suo creatore lasciano, il Castello di Sammezzano mi ha riempito il cuore come non pensavo. Le foto mi avevano colpito certo, ma niente è come esserci. Sono letteralmente rimasta a bocca aperta di fronte a certe stanze, al bianco abbagliante della Sala da ballo e della Sala degli amanti, e ai colori e i disegni della Sala dei gigli.  E cosa dire della Sala dei pavoni? Le immagini parlano da sole.

sala dei gigli castello di sammezzano

Sala dei gigli

sala dei gigli

Sala dei gigli

sala da ballo castello di sammezzano

Sala da ballo

sala da ballo 2

Sala da ballo

Sala degli Amanti castello di sammezzano

Sala degli amanti

sala dei pavoni castello di sammezzano

Sala dei pavoni

sala dei pavoni

Sala dei pavoni

E’ un’esperienza che consiglierei davvero a tutti se visitarlo fosse facile.

Informazioni pratiche

Il Castello infatti è sempre stato di proprietà privata e mai aperto al pubblico in maniera regolare.

La visita al Castello di Sammezzano mi è stata possibile grazie al Comitato FPXA, un gruppo di volontari, che organizzava delle giornate in accordo con la proprietà circa ogni 3-4 mesi. Il numero di visitatori ammesso era ovviamente ristretto rispetto alle migliaia di interessati; per tentare di entrate si doveva seguire la pagina ufficiale Facebook, o il sito, dove veniva annunciata di volta in volta la data di apertura e pubblicato un link, attivato poi ad un orario ben preciso, che portava ad un form da compilare nel più breve tempo possibile con i propri dati personali.

Gli 800 posti disponibili di una delle ultime aperture andarono esauriti in meno di 2 minuti, quindi si necessitano dita ben veloci sulla tastiera!

La visita avveniva ad orari prestabiliti comunicati dal Comitato e durava all’incirca un’ora, sotto la guida di un volontario. Il tutto era gratuito e si poteva fare un’offerta libera all’entrata.

Perché parlo al passato? Attualmente (inizio 2019) il Castello è chiuso da diverso tempo e non sono più previste visite come quelle organizzate negli scorsi anni. Questo a data da definirsi, in quanto il Castello viene messo ormai da diverso tempo di tanto in tanto all’asta per essere venduto. I tentativi finora sono andati a vuoto.

Per tutto gli aggiornamenti vi consiglio di seguire la pagina Facebook già citata prima e gestita dai volontari.

Come raggiungere il Castello di Sammezzano

Raggiungere il Castello di Sammezzano è semplice. Il castello si trova a Leccio (FI), uscita autostradale Incisa-Reggello, nei pressi dell’outlet The Mall dove conviene parcheggiare l’auto. Una volta lasciata l’auto vi aspetta una camminata in leggera salita per una mezz’oretta, la direzione è facile da capire perché il castello si vede bene dal basso e all’inizio della camminata ci sono dei cartelli.

Leccio può anche essere raggiunto dal centro di Firenze con l’autobus che porta direttamente al The Mall.

La stazione ferroviaria più vicina invece è Rignano sull’Arno.

2 thoughts on “Castello di Sammezzano: l’oriente in Toscana

  1. Da tanto tempo lo voglio visitare ma non trovavo informazioni semplici su internet. Seguendo la pagina Facebook, che suggerisci, sarà tutto più intuitivo. Grazie 🙂

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