Kalemegdan: la fortezza di Belgrado con vista sul Danubio

La fortezza di Kalemegdan sorge in quello che è il parco più amato di Belgrado, dove gli abitanti si ritrovano a passeggiare, i bambini a giocare, gli anziani a chiacchierare. E i turisti a visitare monumenti, musei, chiese e ammirare il panorama sul Danubio e la Sava.

Qui, sulla sommità di una collina alta 125 metri, i cittadini di Belgrado si incontrano e si rilassano nel loro tempo libero; lontani dal caos del centro cittadino. Il parco – sorto nello spazio pianeggiante dove si svolgevano gli assedi e le battaglie – è facilmente raggiungibile dal centro in quanto si trova alla fine del viale principale di Belgrado: la Kneza Mihaila.

Il Kalemegdan, la fortezza di Belgrado, ha origini molto antiche, addirittura queste risalgono al I sec. a.C. quando i Romani si installarono qui con un accampamento permanente. Pensate che per molti secoli la fortificazione fu l’unica area di Belgrado ad essere abitata. La fortezza in tutto questo tempo ha vissuto momenti di gloria, ma anche di distruzione e rovina dovuti alle numerose invasioni e guerre che hanno da sempre sconvolto la Serbia. Lo spazio, ormai senza più nessuna valenza militare, venne aperto al pubblico dopo il 1867, anno della cacciata dei turchi. Data la sua turbolenta storia, della fortezza in sé oggi rimane ben poco, se non le possenti mura. All’interno del perimetro però sono molti i luoghi di interesse che valgono una visita e una fermata: è facile trascorrere qui almeno mezza giornata.

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Kalemegdan: cosa vedere all’interno della fortezza

Se entrate dall’ingresso principale, quello di fronte al viale Kneza Mihaila, sarete subito accolti da una serie di bancarelle dove acquistare souvenir dal vostro viaggio nella capitale serba. Non solo le solite calamite o portachiavi tutti uguali e inflazionati; qui potrete trovare anche oggetti artigianali, unici, originali e legati alla storia e alle tradizioni serbe.

Subito dopo essere entrati nel parco non vi sarà difficile scorgere il grande Monumento alla Gratitudine verso la Francia – per l’aiuto, militare e sociale, ricevuto durante la prima guerra mondiale – attorniato da un prato verdissimo e super curato. Superato il monumento si incontra la prima porta, attraversata la quale si trova la galleria del museo naturale. Di fronte vediamo la Porta Stambol, l’accesso vero e proprio alla fortezza. Qui vedrete subito, e potete visitare gratuitamente, la parte esterna del museo della Guerra che espone carri armati e armi. L’entrata ai musei – c’è anche quello “della tortura” – è molto economica, ma a noi sinceramente non interessavano come tipologia di esposizione e non siamo entrati.

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Superata la Porta dell’Orologio si apre un grande giardino e da qui si diramano i vari sentieri che potete percorrere. Noi abbiamo proseguito sulla sinistra, dove noterete una turbe – mausoleo dove è sepolto un gran visir – fino a raggiungere una grande terrazza dalla quale ammirare il panorama sulla confluenza del Danubio e la Sava. Di fronte a voi, nelle acque dei fiumi, si stende la verdeggiante Isola della Guerra. Qui si trova inoltre la famosa e simbolica statua bronzea del Vincitore – il Pobednik – e il pozzo romano, erroneamente chiamato così perché in realtà sarebbe una cisterna risalente al XVIII secolo.

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Da qui potreste proseguire con altri itinerari o tornare in città; noi siamo tornati indietro dove c’è il mausoleo, lasciandolo sulla destra e andando in direzione della torre Dizdar. Una volta superata questa porta si apre uno scorcio molto bello con tanto di ristorante, ombrelloni e musica.

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Seguendo la stradina acciottolata e scendendo una scalinata, raggiungerete quello che è stato il mio punto preferito del Kalemegdan: la chiesa Ružica, costruita tra il 1867 e il 1869. Questa chiesetta risulta particolare soprattutto per la facciata ricoperta da una fitta edera che le dona un tocco unico e indimenticabile. L’entrata invece è vegliata da due sculture bronzee che rappresentano due combattenti serbi. Non solo la chiesa, questa zona della fortezza è perfetta per concedersi una pausa: di fronte alla chiesa potete approfittare delle voluminose fronde degli alberi per rifugiarvi nell’ombra, riposarvi su una delle panchine ed ammirare dall’alto uno scorcio sulla cappella di Santa Petka.

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Quest’ultima per noi è stata la tappa finale della visita alla fortezza di Kalemegdan di Belgrado. Scesa una breve scalinata si raggiunge infatti quest’altra chiesetta progettata nel 1937 e interamente ricoperta da bellissimi mosaici al suo interno. La chiesa di Santa Petka venne costruita qui per accorpare una sorgente naturale d’acqua ritenuta miracolosa per l’infertilità femminile.

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Da qui la visita al Kalemegdan si può concludere scendendo verso Donji Grad, la città bassa; essenzialmente un grande prato lasciato, secondo me, un po’ all’abbandono dove potete notare l’ex hamam – aperto al pubblico durante la dominazione turca. 

Una volta conclusa la visita alla fortezza di Kalemegdan di Belgrado, potete uscire dalla città bassa su Bulevar vojvode Bojovića e raggiungere il vivace quartiere turco di Dorćol.

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