Ispirazioni per un viaggio a Parigi: 2 libri, 1 film e 1 quadro

Non c’è cosa più semplice che parlare di un viaggio a Parigi nella mia rubrica “ispirazioni” che scrivo ogni volta mi trovi ad affrontare un viaggio che sogno da un po’. Perché Parigi è una delle città più famose al mondo, una delle capitali della moda e del cinema, una delle città più romantiche che ci siano insieme alla nostra Venezia.

April in Paris Painting by Brent Beighton

A Parigi sono passati forse tutti i più grandi pittori e scrittori del Novecento che da questa città si sono fatti ispirare per i loro capolavori, qui hanno vissuto le loro vite spesso travagliate e appassionate, lotte politiche, rivoluzionarie e tormentate storie d’amore. Parigi ne ha viste di storie e scrittori, registi e pittori ce l’hanno saputa raccontare negli anni nelle più svariate sfumature.

Se da tempo ormai sogno la visita al Museo d’Orsay dove lasciarmi incantare dai paesaggi e panorami di Parigi e dintorni rappresentati da famosi pittori, prima di partire mi sono data alla lettura di due libri che con il potere delle sole parole potessero trasmettermi l’atmosfera della ville lumière e trasportarmi magicamente nella capitale.

“Avremo sempre Parigi” di S. Dandini

viaggio a Parigi - avremo sempre Parigi

Libro fresco fresco di stampa che ho avuto il piacere di conoscere direttamente dalle parole della sua autrice presente al Festival Firenze Libro Aperto che si è tenuto a metà febbraio 2016. Così come ci suggerisce il sottotitolo del libro – “passeggiate sentimentali in disordine alfabetico” – la famosa presentatrice tv tanto appassionata di Parigi ci porta nelle strade e nei quartieri della capitale scegliendo un argomento per ogni lettera dell’alfabeto. Dalla A di Arrondissement alla Z di Zinc passando per la G di Gare, la M di Muri e la V di Verne.

Nel libro scopriamo una Parigi piena di suggestioni, di storie segrete, di donne forti e rivoluzionarie, di amori e amicizie. Leggete il libro con penna e taccuino alla mano perché sono numerosi gli indirizzi che vorrete scoprire una volta che avrete deciso di visitare Parigi: ci sono i bar e i ristoranti più famosi frequentati dai poeti maledetti, locali stravaganti, opere d’arte ben nascoste, luoghi poco conosciuti con una storia lunga centinaia di anni, strade, case e hotel che son stati set cinematografici o protagonisti di famosi dipinti.

Un libro che ho letto tutto d’un fiato.

“Festa mobile” E. Hemingway

Libro incompiuto e più volte rimaneggiato dagli eredi del famoso scrittore, “Festa mobile” è ambientato principalmente negli anni ’20. Qui Hemingway ci racconta la sua vita a Parigi da scrittore non ancora famoso, povero, alle prese con i problemi di tutti i giorni, con le difficoltà della scrittura, ma anche di salotti letterari e delle numerose amicizie intrecciate con alcuni dei più famosi scrittori e poeti, come Gertrude Stein, Francis Scott Fitzgerald e Ezra Pound che ci vengono raccontati nella loro dimensione più umana e anche tragica. In questo libro Hemingway ci parla anche, con aneddoti molto personali, dell’amore e del rapporto speciale con la prima moglie Hadley.

La modesta casa affittata in rue Cardinal Lemoin e il cafè La Closerie des Lilas sono le due ambientazioni principali di questo libro che non si può definire un romanzo. Si tratta infatti di un insieme di racconti a cui si è cercato di dare un ordine cronologico e logico successivamente.

Una Parigi di quasi 100 anni fa ma che sicuramente sprigiona tutto il suo fascino e che rientra nell’immaginario comune che solitamente si ha di questa città.

«Ci andremo tutti e due. E poi faremo una passeggiata sul fiume e lungo i quais.»
«Andiamo giù per rue de Seine a guardare tutte le gallerie, le vetrine dei negozi.»
«Oh, certo, possiamo andare dappertutto e poi fermarci in qualche nuovo caffè dove non conosciamo nessuno e nessuno ci conosce, e bere una cosa.»
«Possiamo berne anche due.»
«E poi possiamo mangiare da qualche parte?»
«No. No. Non dimenticarti che dobbiamo pagare la biblioteca.»
«Torneremo a casa e mangeremo qui e sarà una deliziosa cenetta e ci berremo il Beaune della cooperativa che si vede proprio qui fuori dalla finestra con il prezzo del Beaune in vetrina. Dopo di che leggeremo un po’ e poi andremo a letto a fare l’amore.»
«E non ameremo mai nessuno all’infuori dell’altro.»
«Certo. Mai.»
«Che bel pomeriggio, che bella serata. Adesso sarebbe meglio pranzare.»
«Sono molto affamato» dissi io. «Ho lavorato al caffè con un café crème, e basta.»
«E come è andata, Tatie?»
«Credo bene. Spero. Che cosa c’è da mangiare?»
«Rapanelli, un bel foie de veau con purè di patate e insalata d’indivia. Torta di mele.»
«E avremo tutti i libri del mondo da leggere e quando faremo dei viaggi ce li porteremo dietro.»

“Midnight in Paris” di W. Allen

Midnight in Paris

“Che Parigi esista e qualcuno scelga di vivere in un altro posto nel mondo sarà sempre un mistero per me!”

Sicuramente uno degli ultimi film più riusciti del famoso regista hollywoodiano Woody Allen, “Midnight in Paris” è un sogno nostalgico di uno scrittore americano contemporaneo che desidera vivere – e ci riuscirà – l’aria magica della Parigi degli anni ’20 per ritrovare l’ispirazione perduta. Il protagonista viene trasportato allo scoccare della mezzanotte in un mondo fatto di feste jazz, cocktail con gli Scott, chiacchiere con Hemingway, Dalì e molti altri personaggi dell’epoca. Un sogno chiarificatore che porterà il protagonista a mettere in discussione la sua vita reale e prendere finalmente delle importanti decisioni per dare una taglio netto e una svolta alla sua vita sentimentale e alla sua carriera di scrittore fallito.

Tappa imprescindibile per i fan del film è la Chiesa di St Etienne du Mont in rue de la Montagne Sainte-Geneviève, vicino al Panthéon, sui gradini della quale il protagonista aspetta l’auto che lo porterà indietro nel tempo.

“Bal au moulin de la Galette” di Renoir

Quando si parla di Parigi non si può non menzionare l’arte e la pittura. Potete sbizzarrirvi quanto volete con tutti i pittori che si sono cimentati nella rappresentazione della capitale francese e dintorni: Manet, Monet, Degas, Utrillo, Van Gogh, Courbet, solo per citare i più famosi. Il mio quadro preferito però è Bal au moulin de la Galette di Renoir che rappresenta una festa all’interno del locale nato in un vero mulino in cima alla collina di Montmartre. Quanta vitalità e gioia sprizza questo dipinto? Mi fa venir voglia di essere lì a ballare strizzata in uno di quei vestitoni scomodi.

Bal au Moulin de la Galette

1876 – Museo d’Orsay

Non vedo l’ora di vedere questa e altre meraviglie al Museo d’Orsay fra pochi giorni, passeggiare tre le viuzze alla caccia di qualche bar o casa famosa, mangiare in un bistrot, fare colazione con il pain au chocolat, ammirare i pittori a lavoro a Montmartre e farmi trascinare senza meta dall’atmosfera frizzante di questa città.

6 thoughts on “Ispirazioni per un viaggio a Parigi: 2 libri, 1 film e 1 quadro

  1. Amo Amo Amo Midnight in Paris. Aggiungerei anche The Dreamers di Bertolucci che ti fa troppo venire voglia di tornare indietro nel tempo e lasciarti affascinare dall’aria parigina. Buon viaggio 🙂

  2. Avrei voluto leggere questo post tre anni fa circa, avrei voluto leggerlo prima di quei 3 giorni “nefasti” passati proprio a Parigi. Colpa tua che l’hai scritto solamente adesso ahahah! Dai, in questo modo mi hai dato ottimi spunti per permettermi la riconciliazione con la città, mi sono già segnata tutti i titoli che hai scritto

      1. Nono, la città è assolutamente bellissima, unica. Ci sono stati un po’ di problemi con il gruppo, il clima non era dei migliori e così siamo state 3 giorni con un ombra cupa sulla testa… Così quando leggo cose sognanti come quelle che hai scritto te, mi emoziono sempre 😉

        1. Ah ecco bene! La compagnia è sempre un tasto dolente :/ ci vuole tempo per imparare a scegliere le persone giuste 😉

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